Firma convenzione con Agenzia del Demanio

Rinnovo della convenzione tra Provincia san Domenico in Italia e Agenzia del Demanio

osservazioni a margine

La Basilica e il Convento di Santa Maria delle Grazie nella città di Milano sono stati concessi per diciannove anni ai Frati dell’Ordine dei Predicatori – Provincia San Domenico in Italia. A partire dal mese di maggio, il complesso immobiliare di notevole pregio storico-artistico e dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità sarà quindi utilizzato dai Frati come luogo di culto. La basilica fu edificata fra il 1492 e il 1493 per volere del Duca Milano Ludovico il Moro come mausoleo per la propria famiglia e costituisce una delle più alte realizzazioni del Rinascimento nell’Italia settentrionale. La restante parte del complesso immobiliare è in uso al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e comprende il refettorio sulla cui parete nord vi è il capolavoro “L’Ultima Cena” dipinto da Leonardo da Vinci tra il 1495 ed il 1497. (Maggio 2016)

Con questa comunicazione l’Agenzia del Demanio di Milano ha inteso notificare all’opinione pubblica e agli organi di informazione, il rinnovo della convenzione tra lo Stato Italiano e i Frati Predicatori della Provincia san Domenico in Italia, per l’utilizzo del Complesso Monumentale di Santa Maria delle Grazie.
L’operazione non apporta alcun elemento di novità alla situazione venutasi a creare all’inizio del 900 con il rientro dei domenicani alle Grazie, se si eccettua l’inserimento nel testo della convenzione che il complesso è sito Unesco e patrimonio dell’umanità.
È significativo però che l’autorità competente abbia inteso conferire rilievo pubblico alla firma attraverso l’interessamento delle Agenzie di informazione, a conferma di una consolidata collaborazione tra ente pubblico e comunità religiosa, in vista della custodia, ma soprattutto valorizzazione di un’area conventuale, concepita per fini di culto e destinata a salvaguardare la sua identità quanto più ricofermata nella sua vocazione originaria.
I frati delle Grazie sono ben consapevoli che la convenzione si fonda su una convergenza di interessi. I nostri evidentemente, ma anche quelli dello Stato, più che disponibile ad affidare un immobile di incalcolabile valore a chi lo custodirà molto meglio di quanto non saprebbe fare lui, per di più accollando al conduttore gli oneri di manutenzione sia ordinaria che straordinaria.
Non di meno la circostanza è propizia per rinverdire nella coscienza della comunità l’opportunità provvidenziale, in termini evangelici il kairos, offertoci da Dio in vista dell’opus praedicationis. Se infatti è vero l’adagio per il quale l’ubi e il situs condizionano il modo di fare teologia, a maggiore ragione essi influenzeranno il modo di essere Chiesa, in un luogo ideale nel quale annunciare, pregare, incontrare, dialogare, studiare e riflettere. Nel cuore di una città straordinariamente dinamica, che ha voluto questo centro di predicazione nel XV secolo e continua a dimostrargli un affetto sincero anche nel XXI. Chiesa che è crocevia di molteplici flussi umani, non sempre pienamente intercettati dai frati, ma sicuramente tutti interpellati dall’incontro con la singolare dimensione dello spazio sacro. Comunità religiosa numerosa e zelante, che nella vita e nella preghiera comune è in grado di apportare ad un mondo frenetico il balsamo della grazia divina e il segno della misericordia verso i poveri. Luogo d’arte in cui il genio di Bramante, piuttosto che quello di Leonardo o del Solari, hanno conferito consistenza materica ai capisaldi del pensiero cattolico, in base al quale la grazia non distrugge ma perfeziona ed eleva la natura e i diversi linguaggi o saperi dell’uomo devono riesprimere in forma originale, la
potenza della Parola divina. E qui la riscrittura dell’evangelo nel lessico dell’arte è avvenuta e offerta alla fruizione nostra e altrui, senza bisogno di particolari dimostrazioni. Piace infine scorgere nell’immagine della Madonna delle Grazie la cifra più adeguata per dire il genius loci; essere Tabernacolo del convegno, in cui tutti accogliere, cassa di risonanza in cui fare pulsare il cuore della città nei suoi molteplici toni, sistolici, diastolici, ritmici o aritmici, ma sempre espressione dell’animo grande di Milano. Uno spazio sacro quindi anche a vocazione civile e cittadina.
Questo cose l’Agenzia del Demanio non le ha scritte, ma siamo noi a dirle, riconoscendo in ciò un kairos da non perdere, proprio in vista della nostra missione.

P. Guido Bendinelli op
priore S. Maria delle Grazie