Prenovizi nell’Infernotto

A metà del percorso di discernimento vocazionale, i nostri formatori hanno ritenuto opportuno offrirci un momento di ritiro spirituale in un ambiente raccolto e tranquillo.

Sabato 17 gennaio, nel giorno di Sant’Antonio abate, noi prenovizi accompagnati dal priore, padre Gianni, siamo andati in ritiro al monastero cistercense Dominus Tecum di Pra’d Mill, in provincia di Cuneo.

Il monastero sorge in una località chiamata valle dell’Infernotto, una gola poco assolata a 900 metri d’altezza, ben lontana dal paese e raggiungibile solo dopo nove chilometri di tornanti in salita. Dal luogo si può vedere il magnifico panorama di alcune montagne innevate.

La comunità che ci ha accolti è recente. Una ventina d’anni fa, dal monastero francese di Lerins, l’attuale priore, Cesare Falletti, insieme a un compagno, fu mandato in questa zona di frontiera tra Francia e Italia per creare una nuova esperienza cistercense. Mano a mano che gli anni passavano, è cresciuta anche la comunità, fino a raggiungere l’attuale numero di tredici monaci, molti dei quali giovani, e un novizio.

Il motto benedettino: Ora

Il centro della vita monastica è il Coro, per il quale i cistercensi hanno un rito proprio che – come di tradizione per gli ordini monastici – prevede una quantità maggiore di salmi da recitare giornalmente. In questo monastero, in particolare, abbiamo notato un canto molto curato e una liturgia molto sobria. La comunità ha scelto come proprio canto lo stile bizantino con testi in lingua italiana. Questo canto, di tipo polifonico e privo di pause, produce un’atmosfera molto gioiosa.

et labora.

La loro giornata inizia alle quattro e affianca all’Ufficio corale ed alla meditazione il lavoro manuale: accolgono ospiti e famiglie, dipingono icone, producono confetture di frutta e miele. In particolare, si prendono cura del bosco, che prima del loro arrivo era del tutto abbandonato e a rischio di frane.

Siamo arrivati sabato per l’ora del pranzo, accolti dal monaco Abramo e dal priore. Nel pomeriggio, dopo un momento di riposo per scaricare le valigie, ci siamo incontrati per una meditazione del nostro priore. Il discorso ha toccato i temi dell’ascesi e della fedeltà di Dio, della comunione fraterna e della tentazione come luogo di crescita spirituale.

In seguito, ci siamo uniti ai monaci nelle preghiere del vespro e della compieta. Chiudendo la giornata alle nove di sera, abbiamo avuto il tempo di meditare su quanto ascoltato lungo il giorno.

Domenica mattina, per assaporare lo stile della vita monastica, ci siamo alzati presto e abbiamo partecipato al Mattutino, la preghiera che occupa il tempo dalle quattro alle cinque di notte. La struttura è diversa da quella del rito romano: è composta da due notturni, ovvero due cicli di sei salmi interi, e da diversi cantici e letture tratte dall’Antico Testamento, dal Vangelo e dai Padri della Chiesa.

Qualche ora più tardi, dopo le lodi e la colazione, padre Gianni, perché potessimo ottenere maggior frutto dal ritiro, ci ha invitati a conservare un clima di silenzio e raccoglimento fino all’ora della messa.

Il resto della giornata, l’abbiamo vissuto insieme alle molte famiglie che trascorrono la domenica con i monaci: messa, ora media e pranzo. Prima di partire abbiamo ascoltato una meditazione conclusiva sullo sguardo di Dio, che, partendo da un testo di spiritualità, si soffermava su alcuni passaggi biblici quali Gv 16,22 e Lc 1,48. A questa è seguito un momento di condivisione tra noi su quanto vissuto.

Dopo la celebrazione dei vespri, salutati i monaci, abbiamo fatto ritorno a Milano.

I prenovizi

Francesco, Giovanni, Marcello, Paolo, Salvatore, Sergej e Stefano.